Servizio su Cuba di Rete 4: Lettera di rigetto a Mediaset



Alla Direzione Generale Mediaset

Spett. Redazione RETE 4


Abbiamo guardato con sgomento e ribrezzo il servizio giornalistico su Cuba, della giornalista Stella Pende dell’edizione del 21 maggio scorso, del programma Confessione Reporter, trasmesso dalla vostra Rete 4.

Un servizio vergognoso che presenta la Cuba ufficiale che da decadi vende il regime come un paradiso. Diviso en varie tematiche, la sig.ra Pende racconta la Cuba del mito comunista, con i poster di Che Guevara, il buon umore e il mare Caraibico con le sue spiagge, ommettendo in forma deliberata le restrizioni che vivono i cubani senza nemmeno poter lamentarsi per le penurie né esprimere opinioni diverse giacché vengono messi in galera senza sconti.


Un servizio manipolato, preparato nei minimi dettagli per mostrare una cartolina piena di falsità, coinvolgendo rigorosamente le persone indicate dal governo, senza possibilità di riscontro né opposizione, mostrando ville sontuose che la gente a Cuba non ha visto mai, italiani facoltosi che vivono un mondo parallelo di privilegi, intellettuali che lavorano all’interno dell’ideologia che impone il governo.

“La Cuba che rinasce” illustra la costruzione degli alberghi superlusso a cui possono accedere solo gli stranieri, i cubani della cupola governativa e i favoriti che ricevono i soldi del sacrificio dei parenti dall’estero, che salvano con le loro “remesas” l’economia comatosa del paese; esilio che il governo disprezza e umilia bollandolo come dei vermi traditori, che però fornisce l’ossigeno alle famiglie per non fargli morire di fame.

Le interviste presentate dipingono un paese di sogno, dove non esistono disuguaglianze, dove le persone sono compiaciute, un paese che non esiste. Mariela, la figlia di Raul Castro (appartenente all’élite più esclusiva ed inarrivabile, sposata con un italiano) parla divertita dei gruppi LGBT come un successo personale, quando la discriminazione raziale e di genere sono all’ordine del giorno. La maggior parte del movimento LGBTQ si è dissociato dal strapotere della signora Castro per i suoi maltrattamenti e l’autoritarismo. Soltanto il cerchio magico compiacente che dirige, ubbidisce (ricompensato con una bottiglietta d’olio e un pacco di detersivo al mese) è accanto a Lei.

I militari e i loro figli hanno creato un impero invalicabile di potere, si sono spartiti tutte le società statali –le uniche permesse- consentendo all'esercito cubano di arricchirsi con la sua politica di libero scambio mentre si scagliano contro il “bloqueo” dei nemici della rivoluzione - l'alibi perfetto- rendendolo colpevole di tutti i mali del paese agli occhi del mondo. Il potere commerciale che hanno le Forze armate rivoluzionarie di Cuba (FAR) si riflette nell'ampio conglomerato di controllo a proprio vantaggio sull'isola, in testa al generale di brigata Luis Alberto Rodríguez López-Calleja, ex genero di Raúl Castro (considerato il cervello di una vasta rete di società di comodo creata in tutto il mondo con sede fiscale in Liechtenstein registrata nel 1984), a capo del Grupo de Administración Empresarial, SA (Gaesa). Sotto la sua guida, Gaesa gestisce, a beneficio delle FAR, 322 compagnie (61 ubicate fuori Cuba), tra cui le dogane e i porti del Paese, i più importanti hotel 4 e 5 stelle, il Gaviota Tour, porti turistici, le agenzie automobilistica e le forniture e i servizi alberghieri. Tutte queste società sono raccolte nel gruppo Gaviota, che ha fatturato nel 2019 700 milioni di dollari. Gaesa gestisce anche due società per l'importazione e l'esportazione di tecnologia, la Union of Military Constructions, una società immobiliare, la Mariel Integral Development Zone, una società di magazzini all'ingrosso, e il 50% del mercato al dettaglio in dollari attraverso una catena di negozi, stazioni di servizio, una rete di caffè, studi fotografici e una compagnia di navigazione. In altre parole, è l'autentico emporio degli affari cubani.

Purtroppo Cuba non è lontana dall'essere quello che si diceva della Prussia all'inizio del 19° secolo, non è un paese con un esercito, ma un esercito che ha un paese. L'arroganza del regime, la miseria che l'assedia, la rabbia che esplode. A Cuba non esiste alcuna libertà per la popolazione e che sia una tirannia lo si respira di continuo, il popolo cubano è un popolo privo di libertà.

Il paese vive oggi un esodo drammatico giornaliero di migliaia di persone che scappano in barconi di fortuna o attraversando le frontiere di Bielorussia, Polonia, il confine dell'Ucraina, Nicaragua, Guatemala, e tanti altri paesi. Negli ultimi mesi è in atto la più grande valanga di profughi cubani irregolari di tutta la storia, soltanto negli Stati Uniti ne sono arrivati 145.389.

Dopo le manifestazioni dell’11 luglio scorso, soffocate dal regime in forma violenta, sono state emesse nei processi sommari delle condanne spietate per centinaia di giovani che dimostrarono il dissenso e chiesto delle aperture democratiche. Fra i detenuti ci sono più di 50 ragazzi minorenni e molte donne. Sentenze fino a 30 anni di carcere, anche solo per aver filmato e postato sui social le proteste. La situazione dei diritti umani a Cuba è drammatica, il governo del presidente Miguel Diaz Canel è contestato dentro l’isola e all’estero per la maldestra economia, le lunghe file per procurarsi generi di prima necessità e cibo, la carenza di medicinali, le scarsità, la corruzione, i benefici della cupola militare e la mancanza di libertà. Com’è che la giornalista non racconta tutto ciò?

Il servizio di Rete 4 elogia la medicina cubana per i vaccini prodotti contro il covid-19 mentre i propri medici denunciano le condizioni fatiscenti degli ospedali e l’impossibilità di offrire una assistenza sanitaria quanto meno decorosa. L’eccellenza del servizio sanitario è una bufala, così come la scuola, che serve solo ad evangelizzare la popolazione come catechesi al regime piuttosto che istruzione. Negli nosocomi cubani manca tutto, la gente si porta le lenzuola e le medicine da casa. L'unico vero primato cubano, è la scienza della repressione.

Nel Rapporto Annuale 2020 della IACHR e Human Rights Watch sulle missioni mediche cubane, l’UE condanna le moderne pratiche di schiavitù delle brigate mediche cubane all'estero, e Il rapporto di tre ONG raccoglie 1.111 testimonianze di professionisti cubani della salute, che raccontano di essere stati costantemente sorvegliati, limitati nei movimenti e sfruttati nelle propagandate missioni solidali. Recentemente più di 600 medici hanno presentato denuncia davanti all'ONU e la Corte Penale Internazionale fornendo delle prove degli abusi del governo cubano nei confronti di questi gruppi professionali, obbligati a lavorare in asservimento nelle missioni “umanitarie”, diventate delle attività economiche più redditizie per il regime.

C’è tanta cattiva coscienza, molta ipocrisia e mala fede in questo servizio dedicato ad una Cuba che per la sinistra è sempre stata un simbolo, e che negli anni è sempre meno difendibile. Potremmo elencare all’infinito i problemi che soffre il paese, dalle 10 e 12 ore senza elettricità soprattutto nelle zone periferiche, all’indigenza e l’insalubrità a cui sono costretti i nostri connazionali. Ci auguriamo che la vostra redazione realizzi delle indagini più credibili sulla realtà cubana.

Nel 1958 Cuba aveva un reddito pro capite pari a quello italiano, superiore al giapponese, doppio dello spagnolo. Importava gli immigrati che oggi esporta. Da 63 anni le nostre famiglie sono forzate alla separazione, a molti di noi è negata l’entrata al paese per il fatto d’avere delle opinioni contrapposte al regime.

L’anno 2021 è stato lo spartiacque, i cubani da dentro l’isola e noi, cubani d’origini oggi cittadini d’altri paesi, ci siamo uniti per dire Basta. Basta bugie, basta violenza, basta privilegi. Ci siamo dunque organizzati ed uniti attorno a un solo obiettivo: restituire la democrazia sovrana a Cuba che ci permetta d’usufruire dei diritti negati.

Vogliamo far arrivare forte la voce dello sdegno per questo Servizio televisivo vergognoso che rafforza la propaganda di regime, per le menzogne spacciate come veridicità incartate di rum e tabacco folcloristico, che contribuiscono a continuare affossando i cubani. Avete guadagnato il plauso della Associazione d’Amicizia Italia Cuba al servizio della dittatura cubana in Italia e il disgusto della comunità cubano-italiana immersa nella battaglia per la restituzione della dignità. Liberarsi costa, ma ne vale la pena.

Patria e vita!




Con massima deferenza porgiamo i nostri saluti

Movimento Las Guerreras Cubanas





Roma, 27/05/ 2022

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